mercoledì 16 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {13} Morsa, Rifugiato, Pie e...

Buondì!

Quest'oggi l'appuntamento con Un albero di parole ci catapulta nel mondo dell'officina lessicale, ovvero Una parola al giorno.it, in collaborazione con I Signori delle Mosche, un mercoledì ogni due propone una parola tipica dei vecchi mestieri, o comunque una parola/attrezzo ormai quasi superata a causa della tecnologia entrata nel campo della manualità.


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Morsa
Sillabazione: Mòr-sa. Morsa.
Significato: Attrezzo costituito da due ganasce, che serve a stringere o a fermare un pezzo in lavorazione; forte stretta. La parola deriva da [morso].
Dal latino: [Morsus] morso, dal verbo [Mordere].
Le ganasce della morsa sono montate su un bancone o su una piattaforma da lavoro: una è fissa, e l'altra le si chiude incontro, scorrendo lungo una vite. La similitudine con il morso è evidente: la morsa non è che una mandibola che si serra contro una mascella. Ma negli usi figurati, rispetto al morso, ha delle sfumature diverse.
La morsa ha un connotato di impersonalità: se si parla della morsa del gelo, si considera il freddo come un'entità che stringe impietosamente ma senza volontà né intenzione; invece parlare del morso del gelo dipinge un freddo che quasi si accanisce con un'intenzione determinata. Inoltre la morsa stringe senza lasciare, mentre il morso sembra più istantaneo - ora si chiude, ora si apre. Infine è diverso l'effetto dell'azione della morsa, rispetto al morso: il primo consiste in un tenere stretto, schiacciato, bloccato; il secondo in un ferire nella maniera più bruta e archetipica. Dopotutto sono gli animali a mordere, mentre la morsa è un apparecchio, una macchina.
Oltre all'usata morsa del gelo, si può sentir parlare della morsa di un terrore che stringe il cuore e non lascia quartiere, della morsa ineluttabile del fisco, della morsa di una quotidianità sempre uguale a sé stessa, della morsa di impegni soverchianti. Ma magari anche della morsa invincibile dell'amore di mamma.
Qui l'articolo scritto in parallelo da "I Signori delle Mosche".

Una parola dello Zingarelli al giorno: Rifugiato
Sillabazione: Ri–fu–già–to. Rifugiato
.
Significato1) (Participio passato, Aggettivo) Nei significati del verbo rifugiarsi. 2) (Sostantivo Maschile - Femminile: -a) Individuo costretto, in seguito a vicende politiche, ad abbandonare lo Stato nel quale aveva stabile dimora per cercare rifugio in un altro Stato.
SINONIMO: Esule, fuoriuscito.

La parola del giorno del Ragazzini: Pie
Tavole di flessione: Pie (Sostantivo)
Pronuncia: Pie - paɪ
Significato1) (Cucina -GB) Torta salata o dolce (con copertura); Pasticcio. Kidney pie; Pasticcio di rognoni. Vegetable pie; Torta di verdura. Lemon meringue pie; Torta al limone ricoperta di meringa; → DIALOGO Can I have a steak and kidney pie and a chilli con carne (Non dovrebbere essere with meat? o.ò) please?; Vorrei uno sformato di manzo e rognoni e un piatto di chilli con carne. 2) (Cucina -USA) Torta, crostata. Apple pie; Torta di mele.
Pie chart (o pie graph); Grafico a torta, areogramma. (Colloquiale) Pie in the sky; Speranza illusoria, promessa fallace. As easy as pie; Facile come bere un bicchiere d'acqua. To eat humble pie; Ingoiare un rospo, umiliarsi (Figurato) To have a finger in every pie; Avere le mani in pasta, avere lo zampino dappertutto. To have a finger in the pie; Essere dentro alla faccenda.
VARIANTI: 1) (Zoologia) Magpie = Gazza. 2) (Tipografia) Printers' pie = Caratteri in disordine.

Il Morandini consiglia: L'aereo più pazzo del mondo.
DescrizioneUSA. 1980. Genere: Commedia Durata:88′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Traumatizzato dalla guerra in Vietnam, un giovane pilota sale su un aereo sul quale vola la fidanzata hostess. Ne capitano di tutti i colori. Scritto e diretto da una terna di giovani cineasti che 2 anni prima avevano scritto Ridere per ridere, il film centra il bersaglio, cioè fa ridere spesso. Le citazioni cinematografiche si sprecano ma il piacere è proprio lì.
Questa sera su RaiMovie ore 21:15.

(Ci tengo a precisare che dopo ciò sto rivalutando la mia autocritica alle recensioni che scrivo. Faccio di meglio e non vengo pagata ù.ù Mi sento come me stessa davanti ad un quadro di arte contemporanea XD)

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

Rubrica: Top Ten Tuesday {22}

'Sera!

Spero di trovare almeno dieci libri per questa Top Ten. Non sarà facile, ma come sempre ci provo!



Top Ten Tuesday è un meme creato dal blog The Broke and the Bookish che consiste nello stilare una lista di dieci elementi dato un tema specifico proposto di settimana in settimana. Tutti possono partecipare e la cosa più carina è che una volta scritto il proprio post è possibile inserirlo, grazie ad un widget, su The Broke and the Bookish.
Tema della settimanaI dieci libri che sono stata "costretta" a leggere.

Questa settimana Jamie ci invita a parlare dei dieci libri che abbiamo letto grazie ad una piccola spintarella. Si tratta di libri che magari abbiamo letto per la scuola, per un club del libro, per un GdL, per lavoro, insomma si tratta di libri che abbiamo dovuto leggere non per nostro libero arbitrio, ma guidati in qualche modo nella scelta.

1) Stupore e tremori di Amélie Nothomb. Ho letto questo titolo, e questa autrice, parecchi volte su Anobii ma non le ho mai dato grossa importanza. Il suo momento è arrivato a seguito di una citazione da parte della professoressa di Psicologia del lavoro. L'avessi letto prima avrei potuto farmi notare un po' con qualche osservazione >.> Uff...
2) Intervista col vampiro di Anne Rice. Una mia compagna del liceo ne parlava sempre bene, sembrava che fosse il suo libro preferito, ed il mio punto debole è da sempre la curiosità. Non lo trovai subito in libreria, ma puntai su Scelti dalle tenebre dato che non mi era ancora presa la fissa per leggere assolutamente le serie in ordine cronologico. Quando trovai finalmente Intervista col vampiro lo lessi...ed adesso se parlo di libri sui vampiri sono io che lo consiglio :-P
3) I passi dell'amore di Nicholas Sparks. E' un libro che ho letto sempre al liceo sotto "imposizione" del professore di letteratura. Aveva la strana malattia di far leggere ai suoi alunni dei libri per poi farne una recensione. Che pazzo vero? A parte gli scherzi...Per me fu un'imposizione più dal punto di vista del genere letterario dato che all'epoca leggevo solo thriller ed i libri di Anne Rice e poi perché solo leggendone la trama sapevo già che mi avrebbe dato un dolore immenso. Non sono mai riuscita a terminarlo perché, lo ammetto, ho dei problemi con gli addii per malattia. 
4) Libera nos a malo di Luigi Meneghello. Un'altra "imposizione", ma questa volta universitaria. L'avrei dovuto leggere per un esame ed invece l'ho abbandonato dopo pochi capitoli. Sono flussi di pensieri ed è un tipo di narrazione che non fa proprio per me. Purtroppo tra i tre libri che dovevamo leggere per l'esame il professore mi ha chiesto proprio questo! Se non è sfiga questa non so che cosa sia...Mi sono comunque imposta di leggerlo dopo un po' di tempo e...Non lo ricordo più. Non fa proprio per me, mi spiace.
5) Barriera per conigli di Doris Pilkington. Altra lettura universitaria. In realtà non dovevo proprio leggerlo, ma la professoressa di Antropologia ci ha fatto vedere il film che ne hanno tratto e ci sono stati dei punti che mi sono sembrati un po' enfatizzati, dato che si tratta di una storia vera, ed ho voluto verificare se le cose fossero realmente andate così. E poi, quando avrò il coraggio di dare questo esame, penso faccia abbastanza figo dire di aver letto il libro ù.ù
6) Una piccola storia ignobile di Alessandro Perissinotto. In una parola...Suggestione. Ho fatto un semestre di lezioni con lui e non avevo mai letto niente di suo. Pregavo che non fosse così pieno di se da citare i suoi libri e fortunatamente non è andata così, c'è stato qualche aneddoto ma niente di più. Però non potevo frequentare il suo corso e non leggere niente di suo, mi sentivo una pessima lettrice.
7) Twilight di Stephenie Meyer. Ebbene si...Sono caduta nella tela delle fan di Twilight e mi sono sentita l'unica sfigata a non averlo mai letto, soprattutto quando ho scoperto che la mia migliore amica -e non così patita di letture- lo aveva invece divorato ed era già quasi arrivata alla fine della serie.

E poi ci sarebbero i dovrei leggere, quelli che mi hanno consigliato nel tempo ma proprio non ce l'ho fatta a leggere.

8) Il profumo di Patrick Suskind. Lo so, mi è stato detto più volte che il film non ha niente a che fare con il libro. Ma è più forte di me, proprio non ce la faccio a leggerlo.
9) Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Girando da Libraccio mi è stato consigliato da una cara amica e non ho potuto fare a meno di comprarlo. E' un titolo che ho letto più volte anche su Anobii e ne parlano tutti con entusiasmo perciò aspetto solo che arrivi il suo momento, che il libro mi chiami per essere letto.
10) Tristi tropici di Claude Lévi-Strauss. E' un libro citato più volte dalla professoressa di Antropologia. E' una di quelle persone che ogni volta che apre bocca mi fa sentire piccola come una formica perché sembra essere l'unica divulgatrice di sapere. Legge di tutto, sa tutto a memoria, cita in altre lingue. Dato che parla sempre di questo libro ho deciso di leggerlo, e non di sentire solamente l'estrapolazione fatta a lezione, per sentirmi un po' più acculturata T.T 

Notte notte ^^

martedì 15 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {12} Tribale, Discernimento, To overwhelm / To underwhelm e...

'Sera!

Rieccomi qui ^^
Subito dopo aver terminato la mia puntata serale di Desperate Housewives, di cui non avevo ancora visto la settima stagione, faccio un saltino per pubblicare Un albero di parole, così se il film di oggi vi piacerà saprete su che canale trovarlo :-P


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Tribale
Sillabazione: Tri-bà-le. Tribale.
SignificatoProprio della tribù; tatuaggio ispirato agli stili delle popolazioni delle isole del Pacifico.
Dal latino: [Tribus], forse collegato a tre, quante erano inizialmente le quattro classi in cui era diviso il popolo romano.
È una parola che sarebbe rimasta felice e tranquilla a vivere nel lessico antropologico: dopotutto non sono molti altri gli ambiti in cui si parla di tribù - al netto, ovviamente, degli usi figurati. È stata l'arte del tatuaggio ad aver dato un nuovo senso a questa parola - senso che qui cercheremo di ponderare.
Certi tatuaggi molto in voga in Occidente sono liberamente ispirati ai motivi dei tatuaggi delle popolazioni delle isole del Pacifico - come i Samoani, gli Hawaiani e i Maori. Come è da sempre accaduto in tutto il mondo, presso queste popolazioni i tatuaggi hanno delle specifiche funzioni rituali; ma al di là del significato personale che ha il tatuaggio per un Occidentale, ciò che da noi rileva di questo stile delle culture del Pacifico è soltanto l'indubbio valore estetico del disegno - astratto, elaborato e allo stesso tempo essenziale. Della tradizione tribale resta ben poco, sia per la perdita del nesso con la funzione rituale originaria, sia per la pesante rielaborazione delle fantasie, che fa sì che non si possa neppure ricollegare un certo disegno ad una tradizione precisa.
Questa parola, in questo senso, si presenta vaga come poche altre; il suo collegamento con le tradizioni tribali non è più che una suggestione, un'ispirazione - che dà al tatuato un'evanescente sensazione di contatto col primitivo, e perciò col forte e col puro. Si tratta di un tipo di esperienza estetica certamente autentica, e vissuta con intenzione; però è fondata su un'impressione, non su un'indagine. E in estetica sono i buoni interrogativi a generare i buoni esclamativi.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Discernimento
Sillabazione: Di–scer–ni–mén–to. Discernimento. (Sostantivo Maschile)
Significato: 1) Capacità di giudicare rettamente. Essere privo, mancare di discernimento; Persona di poco, di molto, di sottile discernimento; Avere l'età del discernimento; Agire con discernimento. 2) (Accezione arcaica) Distinzione, diversità.
SINONIMI: Giudizio, senno.
Sfumature: Giudizio – Discernimento – Criterio – Sensatezza.
Giudizio nel suo significato più generale è la facoltà propria della mente umana di valutare, confrontare, distinguere. Discernimento ha significato analogo, ma l'atto del valutare, del giudicare viene messo in relazione soprattutto con la capacità di distinguere, di saper scegliere. Criterio, che può essere impiegato anche come sinonimo di discernimento, indica anzitutto la norma, il fondamento in base a cui si giudica, si valuta. Sensatezza è genericamente la qualità di chi agisce con buon senso, con giudizio.
Sfumature: Buonsenso, Reputazione, Saggezza.

La parola del giorno del Ragazzini: To overwhelm / To underwhelm
Tavole di flessione: Overwhelm (Verbo)
Pronuncia: To overwhelm /əʊvəˈwɛlm/ 
Significato1) Sommergere, seppellire. The town was overwhelmed when the floods came; La città fu sommersa dall'inondazione. 2) Sbaragliare, sgominare, travolgere, sopraffare, schiacciare. Our army was overwhelmed by the enemy; Il nostro esercito è stato sopraffatto dal nemico. 3) Confondere, imbarazzare, sconvolgere. Your kindness overwhelms me; La tua gentilezza mi confonde.
Tavole di flessione: Underwhelm (Verbo)
Pronuncia: To underwhelm /ʌndəˈwɛlm/ 
Significato1) (Scherzoso, sul modello di To overwhelm) Non entusiasmare, deludere. The critics were distinctly underwhelmed by the film; I critici erano chiaramente poco entusiasti del film.

Il Morandini consiglia: Il marito della parrucchiera
DescrizioneFrancia. 1990. Genere: Commedia Durata:80′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
RegiaPatrice Leconte Attori: Jean Rochefort, Anna Galiena, Roland Bertin, Maurice Chevit, Philippe Clévenot.
Recensione (Il Morandini 2013): Da bambino andava in visibilio per le forme opulente di una parrucchiera felliniana, da grande ne sposa un'altra, sdutta come una palma, e passa la vita a guardarla mentre tosa i clienti maschi. Eros e shampoo in cadenze di commedia poetica: Leconte prende il tema dell'“amour-passion”, lo modula su riti di calma voluttà e di delicata vertigine, lo stempera in momenti di umorismo obliquo e lo risolve con un inopinato scarto tragico. E le danze di Rochefort! Musiche di Michael Nyman.
Questa sera, su La7d ore 21:10.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

Rubrica: Teaser Tuesdays {11}

Buondì! ^^

Oggi si prospetta una giornata abbastanza produttiva. A volte, se mi alzo presto, mi viene la voglia di fare e quando accade finisce sempre che non riesco a smettere.
Ieri sera ho preparato la pasta per il pane e l'ho lasciata lievitare tutta la notte. Questa mattina, dopo essermi docciata, ho fatto sfoggio delle mie abilità di mastro fornaio ed ho prodotto dei graziosissimi panini. Nessuno mi è venuto con la forma originale, ma pazienza XD Sono tutti carini no? *-* Dovevano essere, in senso orario partendo dall'alto, una foglietta, una treccia, un bocconcino con sopra il salamino affumicato (ù.ù), un bocconcino con dentro il salamino affumicato (ù.ù), ed una biccia (?.? come si chiama una treccia formata solo da due segmenti? Se non ha nome la battezzo io Biccia ù.ù) chiusa a ciambella ma ovviamente non è rimasto il buco >.> Però è carino comunque ù.ù Ed anche buonissimo *ç*
Nel frattempo ho tagliato anche le castagne da cucinare metà al forno e metà le ho lasciate intere per farle bollite. Non vi dico quante castagne ho trovato marce tra quelle bollite =.='' Praticamente tutte. L'aspetto positivo però è stata l'acqua di cottura che ho utilizzato per tingere un pezzo di tela aida bianca. La lascerò in infusione tutta la notte e domani mattina vi farò vedere il risultato *-* Speriamo in bene.
Plus tard dovrò anche andare a prendere un mobiletto al Self e se tutto va bene stasera potrò proseguire la mia lettura @.@
La prossima volta sveglia a mezzogiorno così non faccio nulla XD



Teaser Tuesdays, è un meme creato da MizB di Should Be Reading. Le regole per partecipare sono molto semplici dato che basta prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo ad una pagina a caso e trascrivere un breve brano tratto da quella pagina (ovviamente facendo attenzione a non spoilerare). Infine bisogna ricordarsi di lasciare titolo ed autore del libro.

Questa settimana il teaser è tratto daWhisper di Maggie Stiefvater

Mi adagiai sul marmo come se dovessi restare lì per sempre mentre le lapidi segnavano il tempo, l'ombra della luna si muoveva tra loro, facendo brillare l'altro lato delle loro superfici usurate e illuminando i nomi cristiani che non venivano usati da decenni. Il freddo si insinuò in me, passando dal marmo alle mie vene. In ogni istante trascorso sulla pietra fredda, immagini di morte mi attraversavano la mente, mentre speravo e temevo che Luke mi tirasse su da terra. No. Non proprio morte.
Assassinio.
Non sapevo cosa pensare, così il mio cervello semplicemente si fermò.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un'opera dell'artista Isaac Salazar che per il suo progetto Book of Art ha deciso di ridare nuova vita ai libri ormai inutilizzati intagliando le loro pagine in modo da ricavare singole parole cariche di significato.

lunedì 14 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {11} Spera, Illegale, Hopefully e...

Buondì!

Oggi Una parola al giorno mi arricchisce veramente con la sua parola. Sono rimasta leggermente accigliata leggendo il significato di una parola che credevo fosse semplicemente la coniugazione di un verbo ed invece...
Non so se devo essere fiera di me stessa nel proclamare la mia ignoranza o se mi debba vergognare, mumble mumble...


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Spera
Sillabazione: Spè-ra. Spera.
Significato: Sfera, in particolar modo sfera celeste del sistema tolemaico; disco, in particolare disco luminoso, con speciale riferimento al sole; specchio; riflesso; aspetto della carta controluce.
Dal latino tardo: [Spera] sfera, attraverso il latino classico: [Sphaera], dal greco: [Sphaira].
A differenza di "sfera", che vede il suo significato sempre ben ancorato alla figura geometrica solida, "spera", pur essendo, in principio, una variante della medesima parola, ha visto i suoi significati svilupparsi in modo ben più variegato ed ampio.
Dagli iniziali riferimenti alle sfere concentriche che, secondo il sistema tolemaico, costituivano l'universo, la spera è passata ad indicare il disco solare e i suoi raggi - e ancora oggi, con un gusto raffinato o un po' vetusto, si sente parlare delle ultime spere di sole della sera, della pallida spera del sole a oriente. Questa figura ha quindi poi aperto il significato di specchio, in quanto disco luminoso. Per metonimia (Figura retorica che consiste nel trasferimento di significato da una parola a un’altra in base a una relazione di contiguità spaziale, temporale o causale, usando, per esempio, il nome del contenente per il contenuto) ha poi acquisito anche quello di riflesso dato dallo stesso specchio.
È poi splendida la figura della spera in quanto aspetto di un oggetto diafano visto in controluce: si può parlare della spera, uniforme o nebulosa, della carta posta davanti a un lume, o della spera di un uovo fresco, che deve essere chiara, mentre un uovo guasto avrà una spera opaca. Dopotutto, una fonte luminosa, vista in trasparenza, tende sempre ad avere la forma sfumata di un disco.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Illegale
Sillabazione: Il–le–gà–le. Illegale. (Aggettivo)
SignificatoChe è contrario alla legge. Procedimento, arresto, deliberazione illegale | Processo illegale: Che non era legislativamente esperibile nel caso concreto o che si è svolto con formalità non ammesse dalla legge.
Avverbio: Illegalmente.
Sostantivo Femminile Invariabile: Illegalità.
Sfumature:  Illegale - Clandestino – Nero – Sommerso.
Ciò che viene compiuto contravvenendo alla legge si dice genericamente illegale. Clandestino è invece ciò che, proprio perché illegale o comunque non conforme a divieti o a norme di comportamento codificate, viene compiuto in segreto; il termine si riferisce oggi soprattutto ad attività legate al gioco d'azzardo, alle scommesse, ai combattimenti fra animali e simili; in riferimento a persone, definisce chi soggiorna in un paese straniero senza averne il permesso. In quest'area di significati, nero si usa per indicare attività finanziarie o lavorative svolte in completa inosservanza della regolamentazione fiscale e previdenziale. Se riferito in particolare al lavoro, nero coincide con sommerso, che si usa per designare quelle attività economiche che sfuggono a ogni rilevamento e dunque eludono completamente i meccanismi di tassazione.

La parola del giorno del Ragazzini: Hopefully
Avverbio.
Significato1) Con (buone) speranze; fiduciosamente. 2) (Colloquiale) Si spera; se tutto va bene; come è auspicabile. Hopefully we'll get there in time; Se tutto va bene, arriveremo in tempo.

Il Morandini consiglia: Il pianista
DescrizioneGran Bretagna, Francia, Germania, Polonia. 2002. Genere: Drammatico Durata:148′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 4 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Un pianista polacco ebreo vive per tre anni con la sua famiglia nel ghetto di Varsavia e un altro da solo – ramingo, impaurito, affamato. Sopravvive sino all'arrivo dell'Armata Rossa nel 1944 e riprende a suonare Chopin alla radio di Varsavia come faceva il 1° settembre 1939. Da Death of a City (1984), autobiografia di Wladyslaw Szpilman (morto nel 2000), sceneggiata da Ronald Harwood. Rifiutata la regia di Schindler's List offertagli da S. Spielberg, R. Polanski, vicino ai 70 anni, racconta la storia di un compatriota – che ha più di un aggancio con le sue esperienze di bambino ebreo a Cracovia durante l'occupazione nazista – con un film che, tra quelli recenti sulla Shoah, è “quello che meno ci riconcilia con la Storia e che meno usa il cinema nella sua chiave consolatoria” (E. Martini). La 1ª ora è di taglio corale (una famiglia, una comunità); la 2ª parte è la storia di un uomo ridotto a un topo in fuga da un mondo di assurdità kafkiana, la storia di una solitudine. Forse è la sua arte – la musica, il pianoforte – che gli dà la forza di resistere. Spiega, a ritroso, il cinema che Polanski ha fatto per 40 anni, le sue radici e gli incubi, con un costante controllo della materia narrativa e delle emozioni. Palma d'oro a Cannes. 3 Oscar: Regia, Miglior attore protagonista Adam Brody, Miglior sceneggiatura non originale.
AUTORE LETTERARIO: Wladyslaw Szpilman
Questa sera, su Iris ore 21:00.

Finalmente un film che ho visto, ed anche recentemente! Nonostante la seconda metà della prima parte mi abbia fatto venire un'angoscia allucinante (e vi spoilero solamente il povero vecchietto in sedia a rotelle che viene scaraventato giù dal balcone) non posso fare a meno di consigliarlo. Il mio voto si avvicina più a quello del pubblico anziché a quello della critica; Adam Brody come sempre è stupendo, ma, forse per smorzare un po' l'atmosfera, alcuni punti scenografici mi sono sembrati troppo statici per essere realistici e mettendo un po' il dito nella piaga la storia va a finire fin troppo bene per ciò che succede al protagonista. E' un adattamento di una storia vera perciò vado un po' cauta con la critica sull'integrità mentale del protagonista finché non leggerò il libro autobiografico da cui il film è tratto (e dal quale non sapevo fosse tratto) e soprattutto non dico di più per non spoilerare ulteriormente. Comunque è sicuramente un film da vedere.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

Rubrica: Blog Notes {16}

Buondì!

Ce la farà la nostra eroina a rispettare gli impegni del blog?
Lo scoprirete solo seguendomi! XD



Blog Notes è una rubrica creata da Rowan del blog Ombre Angeliche ed ha lo scopo di riassumete gli impegni settimanali del blog.


Lunedì: Rubrica Blog Notes
Martedì: Rubrica Top Ten Tuesday & Teaser Tuesday
Mercoledì: Rubrica Lista dei desideri
Giovedì: Rubrica Crazy Phrases
Venerdì: Rubrica Telefilm Addicted
- Sabato: Rubrica Cover Characteristic (Arretrati)
Domenica: Rubrica Cover Characteristic

Rubrica giornaliera: UAlbero di Parole
Recensione: 
Le mie storie da una botta e via di Chelsea Handler

domenica 13 ottobre 2013

Cover Characteristic: Giacche

'Sera!

Uffolina. Dopo aver desiderato per così tanto tempo i muffin cioccolatosi sono riuscita a bruciacchiarli un po' T.T Dopo una lunghissima storia d'amore il forno si sta ribellando contro di me e mi sballa tutti i tempi di cottura. Speriamo che al prossimo giro, usando il fornetto piccolo, vengano meglio.
Comunque il forno mi ha aiutata a combattere un po' il freddo di questi giorni, dato che i termosifoni funzionano un po' come vogliono loro, e sembrano farlo apposta ma Sugar & Snark hanno azzeccato il tema giusto per la loro Cover Characteristic.



Cover Characteristic è un meme creato da Sugar & SnarkOgni settimana verrà pubblicata una determinata caratteristica che sarà utilizzata come criterio per scegliere le 5 cover preferite che contengono quell'elemento. Tutti possono partecipare ed una volta creato il proprio post è anche possibile lasciare il link nel blog di Sugar & Snark grazie ad un apposito widget.
L'elemento di questa settimana è: La Giacca.

Ci tengo a precisare che le copertine sono state scelte attingendo dai libri in mio possesso o in wishlist e che quindi potrei tralasciare copertine molto più belle per il semplice motivo che non avendole sotto gli occhi non mi vengono in mente. Inoltre il mio giudizio non riguarda il contenuto dei libri dato che non li ho ancora letti tutti, ma solo la sua confezione.


5. Scelti dalle tenebre di Anne Rice
4. Nemico pubblico di Bryan Burrough
3. Questo è solo l'inizio di Gina Blaxill
2. Tracce di sangue di Tanya Huff

And the winner is...
 

1. Debito di sangue di Tanya Huff
In realtà preferisco la giacca al secondo posto; adoro il taglio, il colletto rialzato, i bottoni, come cade...Però ho voluto premiare la giacca indossata da Christina Cox perché io ho una giacca moto simile però a lei sta alla perfezione mentre addosso a me, porca miseria, sembra un sacco nero della spazzatura T.T Fortunatamente la temperatura è scesa così tanto che per uscire posso mettere il cappotto altrimenti non avrei avuto molte scuse per non indossarla, dopo quanto l'ho pagata ù.ù

E vi do la Buonanotte con una gif sempre postata da Sugar & Snark:
Oddio lo voglio anch'io un cuccioletto così *-* O potrei anche accontentarmi di quegli adorabili cuscinetti *-*

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un'opera dell'artista Isaac Salazar che per il suo progetto Book of Art ha deciso di ridare nuova vita ai libri ormai inutilizzati intagliando le loro pagine in modo da ricavare singole parole cariche di significato.

Rubrica: Un albero di parole {10} Miserabile, Cortile, Wallop e...

Buondì!

Mi è ritornato il mal di schiena, come avevo predetto. Uff...O è colpa della spesa o è colpa della posizione che ho assunto sul divano per ricamare >.> Se è la seconda opzione vorrà dire che soffrirò fino alla fine dei miei giorni perché devo assolutamente finire l'addobbo halloweenoso in tempo >.<


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Miserabile
Sillabazione: Mi-se-rà-bi-le. Miserabile.
Significato: Che suscita pietà; che suscita disprezzo.
Dal latino: [Miserabilis], da [miserari] aver pietà.
È una parola che invita delle considerazioni eccezionalmente importanti. Infatti l'etimologia ci parla di un [miserabilis] che è degno di pietà, di commiserazione, ma miserabile è una parola che in italiano, e con una forza eccezionale, significa anche degno di disprezzo profondo.
Davanti alla desolazione del miserabile, pietà e disprezzo sono entrambe vie percorribili - e se il disprezzo non era originariamente considerato, si è poi naturalmente incuneato a fianco della pietà. È certo vero che situazioni disastrate a livello materiale si accompagnino facilmente ad una morale minata dal bisogno: lo stesso "I miserabili" di Hugo è tutto incentrato sulla questione morale in un contesto di tragica miseria.
Il problema di questa parola, ad oggi, è che non decide quale significato avere: il contesto e il tono della voce possono inclinarla verso la pietà o verso il disprezzo, ma sono due significati praticamente opposti che vi coesistono dentro, che si contaminano a vicenda. Il miserabile ha un colore sprezzante, quasi astioso, anche quando vorrebbe avere uno sguardo dolce, pietoso - e quando vuole essere aggressivo tradisce sempre la sottile colpevolezza di chi attacca il misero, il debole.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Cortile
Sillabazione: Cor–tì–le. (Sostantivo Maschile)
Significato1) Area libera scoperta, interna a uno o più edifici, per illuminare e ventilare gli ambienti interni. | Animali da cortile, pollame e simili | 2) Corte della casa colonica3) (Figurativo, SpregiativoRissa, litigio e simili da cortile, volgare, chiassoso.
Peggiorativo: Cortilaccio.
Diminutivo: Cortiletto.
Accrescitivo: Cortilone.

La parola del giorno del Ragazzini: Wallop
Tavole di flessione: Wallop (Sostantivo)
Pronuncia: Wallop - ˈwɒləp
Significato1) (ColloquialeBastonata, botta, percossa2) (Colloquiale, BoxeCapacità di picchiatore. (FigurativoCastagna3) (ColloquialeColpo. (FigurativoImpressione 4) (SlangBirra.

Il Morandini consiglia: Radiofreccia
DescrizioneItalia. 1998. Genere: Commedia Durata:112′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Nel 1993 Bruno (Federico), ideatore e unico deejay di Radio Raptus, rievoca, due ore prima della definitiva chiusura dell'emittente, la storia di Radiofreccia, aperta a Correggio (RE) nel 1975 con un trasmettitore di 5 watt e dischi portati dagli amici, che faceva capo a un quintetto: Bruno, Tito (Salimbeni), Iena (Modica), Boris (Zibetti) e Freccia (Accorsi), loro leader che morirà di overdose di eroina. Tratto dai racconti di Fuori e dentro il borgo (1997) di Luciano Ligabue, sceneggiato dall'autore-regista con Antonio Leotti. Raro esempio di film italiano di ambiente radiofonico con l'ambizione di rievocare gli anni '70 delle radio private, degli amici al bar, della new wave del rock, della droga, ma con la modesta prospettiva della provincia e un'angolazione paesana da bar Sport. Genuino, simpatico, nostalgico ma senza autocompassione, governato con un'apprezzabile discrezione nello sguardo, nel disegno dei personaggi e nella naturalezza della recitazione (specialmente AccorsiSalimbeni e la sempre brava Piccinini). Colonna sonora costata non poco alla Fandango di Domenico Procacci (Lou Reed, Lynyrd Skynyrd, Creedence Clearwater Revival). Quasi un milione di spettatori paganti. Nastro d'argentoDavid di Donatello per il Miglior regista esordiente e 3 Globi d'oro (stampa estera): Film, Regia, Musica (Alessio Vlad). Premio Amidei e Ciak d'oro a Stefano Accorsi.
AUTORE LETTERARIO: Luciano Ligabue
Questa sera, su Iris ore 22:45.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

sabato 12 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {9} Demagogo, America, Columbus e...

Buondì!

Flector fa miracoli. Riesco quasi a flettermi come prima *-* Devo imparare a stare con la schiena dritta da seduta e poi potrei non sentire neanche più dolore.
Però non potevo saltare la parola di oggi *-* Mi piace troppo pronunciarla ad alta voce XD


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Demagogo
Sillabazione: De-ma-gò-go. Demagogo.
Significato: Presso gli antichi Greci uomo di stato e oratore; Chi si accattiva il favore popolare con promesse e lusinghe.
Dal greco: [Demagogos], composto di [demos] popolo, distretto, e [agogos] conduttore, da [ago] guidare.
Il demagogo è colui che fonda la sua azione politica sulla lusinga e sulla promessa, strumenti con cui riesce a guidare il consenso e l'attenzione della massa popolare. Non importa che le lusinghe siano campate in aria, e che le promesse siano tanto lunghe quanto fantasiose: il demagogo asseconda, nelle sue concioni (nei suoi discorsi), i desideri e le aspettative delle masse, specie se scontente, facendo della penuria di senso critico la propria forza.
Il demagogo non è necessariamente carismatico, e usa delle leve che non necessitano di speciali magnetismi e ispirazioni ideali: si muove più in basso, ben al di sotto di cervello e cuore; come interlocutrici sceglie le viscere, gioca sui bisogni, sulle vanità e sulle irrazionalità, additando nemici e indicando vie maestre.
Si tratta di un demone senza tempo, forse eterno, che è fondamentale saper riconoscere; e come insegna la migliore tradizione mistica, è chiamando il demone col suo nome che lo si tiene in scacco.

Una parola dello Zingarelli al giorno: America
Sillabazione: A–mè–ri–ca. America. (Sostantivo Femminile)
Nome del continente maggiormente conosciuto, specie attraverso gli emigranti: gli Stati Uniti d'America.
Significato1) (Anche al plurale, le Americhe) Il continente americano, meta privilegiata dell'emigrazione italiana tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del XX. Non è al paese che frutta il lavoro, / ma più giù nell'Americhe lontane (U. Saba) | Gli Stati Uniti. 2) (Figurativo) Opportunità di realizzare rapidi guadagni, di raggiungere benessere economico. Crede di aver trovato l'America | Scoperta dell'America, (ironicamente) scoperta di ciò che è noto e risaputo | Lo zio d'America, (scherzosamente) parente ricco che, morendo in Paesi lontani, lascia una notevole o inattesa eredità.

La parola del giorno del Ragazzini: Columbus
Pronuncia: Columbus - kəˈlʌmbəs
Significato(Sostantivo) Colombo (Cristoforo)
Columbus Day, festa per l'anniversario della scoperta dell'America (12 ottobre 1492).

Il Morandini consiglia: Mission: Impossible III
DescrizioneUSA. 2006. Genere: Avventure Durata:125′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: Ai ragazzi (A Tutti). Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Ethan Hunt ha scelto di dedicarsi all'addestramento di nuovi agenti dell'IMF, con l'intenzione di sposare Michelle, che non sa nulla del suo passato. Le cose cambiano quando entra in scena un trafficante di armi psicopatico e privo di coscienza, che gli rapisce l'amata per ottenere da lui quello che vuole. Quel che meno conta anche in questo 3° capitolo è proprio la trama. Buon film d'azione, ricco di spie, controspie, inseguimenti, conflitti a fuoco, scazzottate ed esplosioni di sequestri e torture, per colorire l'eterna lotta tra il Male e il Bene. La parte più interessante del film – meno giallo di quello di De Palma e meno rocambolesco di quello di Woo – diretto da Abrams (creatore del serial TV Lost) riguarda i rapporti del protagonista con gli altri membri della squadra e l'analisi del conflitto tra vita privata e “lavoro” di un agente segreto. Hoffman disegna la figura di un memorabile cattivo.
Questa sera, su Rete4 ore 21:20.

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venerdì 11 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {8} Brocco, Clandestino, Proper e...

Buondì!

Se credessi una giornata a Lourdes non me la leverebbe nessuno. Possibile mai che un giorno si ed uno no io stia male? Questa volta non è la mia classica febbre, ma un mal di schiena atroce e paralizzante. Ieri non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto ed ogni movimento mi faceva mozzare il respiro. Oh santa pace. Oggi va un po' meglio. Se non altro riesco a restare seduta senza morire di dolore. Sono una persona che non dice mai di no al sano ozio, ma non riesco proprio a stare sdraiata per tutto il giorno. Mi fa andare fuori di testa. Posso, invece, stare seduta tutto il tempo perché in un modo o nell'altro mi posso tenere occupata, ma sdraiata proprio no. E soprattutto non riesco a stare con le mani in mano quando ho da fare! Ho cercato di rotolare e strisciare fino al pc per aggiornare il post del mio ultimo giveaway, ma mi richiedeva troppo tempo in posizione eretta e proprio non ce la facevo. Ho rimediato questa mattina, prima che l'effetto del cerotto medicamentoso finisca. Quindi se siete un po' curiosi sul secondo premio misterioso andare qui.

Ma veniamo a noi...Ritorna l'appuntamento con Un albero di parole, e come sempre con parole più o meno di uso comune!


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Brocco
Sillabazione: Bròc-co. Brocco.
Significato: Ramo secco, puntuto, spinoso; Punta metallica; Cavallo vecchio; Persona poco capace, dappoco.
Dal latino: [Broccus] sporgente, riferito in particolar modo ai denti.
Si tratta di una parola che, in quanto sinonima di "schiappa", è molto conosciuta e diffusa; ma questo non è il suo unico significato, anzi: la sua radice è stata di una fertilità impressionante. Infatti dal medesimo [broccus] latino sono nati ad esempio anche "broccoli" e "broccato" - sempre partendo dall'immagine originale di una sporgenza, di una punta.
Così, nonostante sia piuttosto raro, il primo fra i significati di "brocco" che troviamo annoverati nei dizionari è quello di stecco, spino - e questa figura resta nei significati di borchia, punta metallica, e anche in quello di cavallo vecchio, sfiatato. Infatti, forse, questo passaggio semantico si origina dal fatto che i vecchi cavalli hanno denti più sporgenti e malmessi rispetto ai giovani. Dal cavallo bolso, poi, il brocco è passato ad indicare anche l'atleta poco talentuoso e infine, al poco talentuoso in generale, allo scemo, all'incapace.
È incredibile che dietro al dare del brocco a qualcuno ci sia tanta storia, e così complessa. Ah, i broccoli si chiamano così sempre per via della loro forma sporgente, e il broccato perché ha un disegno in rilevo.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Clandestino
Sillabazione: Clan–de–stì–no. Clandestino.
Dal francese clandestin, dal latino clandestīnu(m), da clăm ‘di nascosto.
SignificatoAggettivo. 1) Che si fa in segreto, specialmente in violazione di leggi; divieti e simili. Contratto clandestino; Matrimonio clandestino; Pubblicazione clandestina; Bisca clandestina. | Movimento clandestino = Gruppo di azione politica clandestino | Lotto clandestino = Gioco del lotto tenuto da un privato, ma regolato sul lotto pubblico | Coppia clandestina = Chi si incontra in segreto per nascondere ad altri la propria relazione amorosa. 2) Che vive e opera nascostamente, in modo occulto. Combattente clandestino; Organizzazione clandestina. 3) Chi è entrato e vive in un Paese in modo illegale. Immigrato, lavoratore clandestino.
SignificatoSostantivo. 1) Passeggero imbarcato nascostamente su nave o aereo. Per estensione, chi viaggia senza pagare il biglietto. C'è un clandestino a bordo2) Militante in un'organizzazione politica che opera in modo segreto, occulto. 3) Immigrato clandestino. Sanatoria per i clandestini.
Avverbio: Clandestinamente.
Sfumature: Illegale.
Sostantivo Femminile Invariabile: Clandestinità: Condizione di chi, o di ciò che, è clandestino. 

La parola del giorno del Ragazzini: Proper
Tavole di flessione: Proper
Pronuncia: Proper - prɒpər
Significato(Aggettivo) 1) (Grammatica, Matematica, Religione); Proprio, particolare, speciale, pertinente, corretto, esatto. A proper noun (o name); Un nome proprio. (Religione) Proper rites; Uffici propri (o speciali). In the proper sense of the word; Nel senso proprio della parola. Proper fraction; Frazione propria. 2) Appropriato, adatto, conveniente, giusto, equo, opportuno. Do it the proper way; Fallo come si deve, fallo nel modo giusto. (Medicina) Proper treatment; Trattamento appropriato, terapia appropriata. The proper tool for this job; L'arnese adatto a questo lavoro. A proper price; Un prezzo equo. At the proper time; al momento opportuno. It was proper for him to decline the offer; Fu giusto che rifiutasse (o fece bene a rifiutare) l'offerta. 3) Decente, decoroso, rispettabile, perbene. Proper behaviour; Comportamento decoroso. Would it be quite proper?; Sarebbe proprio decoroso?, Starebbe davvero bene? 4) Adeguato, esauriente, serio. A proper investigation of something; Serie indagini su qualcosa. 5) (Posposto) Propriamente detto. The population of New York proper; La popolazione di New York propriamente detta (escludendo i sobborghi). 6) (Colloquiale) Vero, vero e proprio, bell'e buono. I want a proper cat, not a toy one; Voglio un gatto vero, non uno giocattolo. A proper job; Un lavoro vero e proprio (o regolare). A proper mess; Un vero pasticcio. 7) (Araldica) Al naturale. A peacock proper; Un pavone (rappresentato sullo stemma) al naturale.
Significato(Nome. Religione) 1) Proprio. Proprio ufficio.
Significato(Avverbio. Slang Inglese) 1) Assai; molto; proprio. He was proper fed up; Era proprio scocciato.
To do the proper thing by somebody; Comportarsi correttamente con qualcuno. (Colloquiale) To start proper; Cominciare a fare sul serio.
SINONIMI: Correct, right, good, suitable, appropriate.
CONTRARI: Improper, wrong.

Il Morandini consiglia: Una sconfinata giovinezza
DescrizioneItalia. 2010. Genere: Drammatico Durata:95′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3,5 Voto Pubblico: 2
Recensione (Il Morandini 2013): Sconfinare significa uscire, oltrepassare il confine, ma sconfinato = senza limiti, senza fine. Nel suo 41° film, da lui scritto e desunto da un suo libro, i due significati convivono e si alternano. Docente universitaria da 25 anni, sposata, senza figli, col giornalista sportivo Lino, Chicca nota che il marito ha sempre più spesso vuoti di memoria. Ostacolata dai parenti, lo accudisce personalmente, ma quando, nel regredire verso l'infanzia in un mondo impregnato di sogni, fantasie, superstizioni, ha anche inconsulti scatti di irosa violenza, lo fa visitare da un neurologo: Alzheimer. Un incidente stradale in cui Chicca rimane ferita diventa il punto di rottura del racconto, fino a quel momento in alternanza tra presente (la malattia di lui, la tenera devozione di lei) e passato (l'infanzia di Lino nella provincia bolognese) in flashback virati in seppia (fotografia: P. Rachini). È una rievocazione, e una fuga dal presente, in cui lo sguardo di Avati ripercorre molti dei suoi tipici temi. I personaggi di contorno sono descritti con una velata critica, specialmente verso le giovani generazioni. Non è, forse, un film pienamente riuscito, ma contraddice la banalità di molti critici che gli rimproverano di “fare sempre lo stesso film”. Scontata la bravura di Bentivoglio, oggi il migliore attore italiano di composizione dopo Servillo, ma non quella di Francesca Neri.
AUTORE LETTERARIO: Pupi Avati.
Questa sera, su Rai3 ore 21:05.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

giovedì 10 ottobre 2013

GiveAway del Trasloco: Giovani, carine e bugiarde di Sara Shepard

Edit: Scusate il ritardo, ma "domani" (cioè ieri) mi sono svegliata con un tremendo mal di schiena. Non riuscivo neanche a respirare senza provare dolore. Mia madre è andata a prendere i cerotti medicamentosi e per il momento riesco a muovermi un po' di più, anche se provo ancora dolore quando sto in certe posizioni. Buh...Penso di aver preso male degli scatoloni da portare in cantina e mi sono giocata la schiena con due giorni di ritardo =.=' Ma veniamo a noi! Sono riuscita a passare sul pc le foto dell'oggetto misterioso! Spero vi piaccia ^^

'Sera!

Oh, tristezza. Oh, disperazione.
Volevo fare dei Muffin al cioccolato nel pomeriggio, ma non trovo i pirottini di carta T.T Rimando il dolce a domani ù.ù E nel frattempo ho curato la depressione con una puntata di Doctor Who in onda su Rai4 *-*
 E c'è un'altra cosa che in questi giorni ho rimandato...Vi avevo promesso un quarto libro per il GiveAway del trasloco e sono qui per presentarvelo ^^
Prima però devo fare un annuncio. Ho controllato le risposte al form per il GiveAway di Chanel non fa scarpette di cristallo e purtroppo credo che alcune di voi abbiano frainteso la mia richiesta. Non che io sia brava a spiegarmi, sia chiaro XD Il link che vi chiedo per partecipare è di un giveaway vecchio al quale avete partecipato in passato, quindi non di quello proposto da me.
Ho bisogno quindi di un altro link per rendere valida la partecipazione di: Sophie, Paprika, Miriam, Lucrezia, Opalnera, Ilenia T.D. Lemon e Lady Debora.Se non sbaglio ho reso il form modificabile, ma se avete problemi nel cambiare il link fate un fischio e provvedo ^^
Scusate se vi avverto solo ora, ma ho avuto il tempo di controllare solo questo pomeriggio.
Tornando a noi.
Dopo aver messo in palio L'ultima stella a destra della luna, Chanel non fa scarpette di cristallo e Amore, zucchero e cannella è il turno di...

Titolo: Giovani, carine e bugiarde
Autrice: Sara Shepard
Traduttore: E. Piccini

Editore: Newton Compton (Collana Anagramma)
Pagine: 256 Formato: Brossura
Prezzo: 12.90€
Isbn: 9788854124776

Trama: Philadelphia. Nel quartiere esclusivo di Rosewood, quattro ragazze vivono tranquille tra manicure, pettegolezzi e problemi d’amore. L’intellettuale Aria ha una storia con il suo professore; Hanna, fashionist incallita, è sempre a caccia di vestiti e accessori; la raffinata Spencer vede in segreto il fidanzato di sua sorella, mentre Emily è alle prese con una strana attrazione per una nuova compagna di classe. Ma queste quattro amiche dall'aria così ingenua e fragile in passato hanno davvero esagerato con i loro diabolici “scherzetti”, capeggiate da Alison, la leader del gruppo improvvisamente scomparsa tre anni prima. E quando iniziano a ricevere inquietanti messaggi con una misteriosa firma, una semplice A, cominciano a sospettare che qualcuno che conosce tutti i loro segreti sia tornato. È senz'altro Alison, che non vede l’ora di rovinare la vita alle sue ex compagne…

L'autoreSara Shepard è cresciuta a Philadelphia, dove è ambientata la serie Giovani, carine e bugiarde, che ha riscosso un clamoroso successo in America ed è diventata una serie televisiva. Ha studiato alla New York University e al Brooklyn College e attualmente vive a Tucson, Arizona. Per saperne di più: prettylittleliars.it e prettylittleliarsitalia.it

La sua storia: Quando ho comprato questo libro è stata la mia dipendenza da telefilm a far premere il tastino aggiungi al carrello su Ibs. L'ho acquistato aggiungendolo ai libri dell'università, prima di tutto per avere la spedizione gratis e poi perché così il suo acquisto in casa è passato inosservato XD
In quel periodo guardavo la prima stagione di Pretty Little Liars (Bei tempi...quando ancora non mi aveva deluso con il finale della seconda stagione T.T) e non potevo aspettare la fine della serie per sapere chi fosse A. Purtroppo il libro non ha soddisfatto la mia curiosità, anche se si è fatto apprezzare, e poi stupidamente mi sono spoilerata un po' su Facebook ed un po' sui vari forum la vera identità, libresca, di A. e quindi ho lasciato un po' decantare questa serie, anche se ho intenzione di riprenderla più avanti quando mi sarò dimenticata dell'accaduto XD
Rispetto alle altre è una storia un po' banalotta, ma mi dispiaceva non dire niente dopo tutti gli altri spiegoni XD E poi serve sempre per giustificare le mie richieste ù.ù
Per partecipare a questo GiveAway vi farò pescare nel vostro trascorso telefilmico perché la mia richiesta questa volta coinvolge principalmente il piccolo schermo.

Ma non finisce qui, perchè ci saranno due vincitori.
E' da un po' di tempo che desideravo fare un giveaway a tema telefilmico perché ho qualcosa di davvero particolare da mettere in palio.
Tadan!
E' un segnalibro fatto con le mie manine a punto croce. Ho trovato online un ricamo a tema Sherlock e con un po' di pazienza e fantasia ho ricavato lo schema. Siccome ero in astinenza da questa serie televisiva non ho potuto fare a meno di ricamarlo e dedicargli un segnalibro così da averlo sempre a portata di zampa *-*
Che ne dite?

Per partecipare:
Lasciate un commento a questo post nel quale dovrete dire quale telefilm avete seguito dalla prima all'ultima stagione (o comunque fino all'attuale in corso), specificando per quale motivo siete rimasti suoi fedeli telespettatori. Di contro vi chiedo anche di dirmi quale telefilm avete abbandonato senza pensarci su due volte e perché. Sono curiosa ù.ù
Compilate il form qui sotto, ricordandovi di inserire l'e-mail.

  Come sempre, non siete obbligati ne a diventare miei follower ne a pubblicizzare l'iniziativa in giro, anche se mi farebbe piacere ^^
Il giveaway si concluderà alla mezzanotte del 20 Ottobre ed il giorno successivo, salvo imprevisti, decreterò i vincitori. Al primo estratto andrà il libro, mentre all'ultimo (perché ogni tanto anche loro devono vincere qualcosa ù.ù) il segnalibro. Non ci sarà un post con il nome del vincitore, ma vi avvertirò per e-mail perciò non dimenticatevi di segnarlo nel form e di controllare poi la posta!

Questa volta il messaggino subliminale lo inserisco a fine post ù.ù
Bannerino del GiveAway nel caso voleste fare pubblicità all'iniziativa XD


<a href="http://kylaiinwonderland.blogspot.it/2013/10/giveaway-del-trasloco-giovani-carine-e.html" target="_blank"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/-gIhfPU9wWtg/UjSveL0LS6I/AAAAAAAACIc/nCIGQCcI1-I/s301/GiveAwayTrasloco.jpg" border=0 /></a>

Notte notte ^^

mercoledì 9 ottobre 2013

Recensione: Black Moon. L'alba del vampiro di Keri Arthur

Buondì!

Ho un po' latitato in questi giorni. Tra uscite alla ricerca del lampadario perfetto, mali mensili, decorazioni halloweenose ed un libro orribile, che però dovevo assolutamente finire per una sfida di lettura, non ho trovato il tempo di passare di qui. E credetemi...Mi spiace riaffacciarmi con questa pessima recensione, ma devo condividere con qualcuno il mio dolore, frustrazione e rabbia XD

Voto:  su 10
Titolo: Black Moon. L'alba del vampiro.
Autore: Keri Arthur
Trad.: D. Di Falco

Editore: Newton Compton (Collana: Vertigo)
Pagine: 384 Formato: Brossura con alette
Prezzo: 14,90€
Isbn: 9788854116733

Trama: Vampiri e lupi mannari uniti in quest’imperdibile saga per tutti gli amanti dell’urban fantasy.
La bellissima Riley Jenson sta cercando il suo posto nel mondo, ma non è facile per una donna speciale come lei, vampiro e lupo mannaro insieme. Lavora a Melbourne per un’organizzazione che controlla le specie soprannaturali, ma nelle notti di luna piena i suoi istinti si liberano senza trovare alcun freno. E quando suo fratello Rhoan viene rapito, Riley si ritrova ad affrontare un mistero molto intricato: agenti scomparsi senza lasciare traccia, prove di strani esperimenti scientifici... Finché un giorno busserà alla sua porta un vampiro dal fascino irresistibile, nudo e spaurito. Riley dovrà reprimere i suoi impulsi per scoprire la verità ed evitare di cadere in una trappola. Perché la posta in gioco è molto alta, e nelle ombre della notte qualcuno sta cercando proprio lei.
Una storia da brivido tra pericoli, desideri proibiti e passioni irrefrenabili nel conturbante mondo dei vampiri e dei lupi mannari.
«L’immaginazione e l’energia di Keri Arthur danno un aroma inconfondibile a tutto ciò che scrive.»
Charlaine Harris, autrice di Finché non cala il buio
«Eccitante, pieno di azione. I fan dei libri dell’orrore attendono con ansia il seguito di questa storia sensuale e appassionante.»
Booklist
«Provocante, sexy, avvincente. Un libro che scotta.»
Romance Review
«Una scrittura potente che saprà sedurvi. Gli amanti delle storie di vampiri hanno trovato una nuova eroina.»
Publishers Weekly

L'autrice: Keri Arthur vive a Melbourne, in Australia. I suoi libri e racconti, che spaziano dal paranormale all’urban fantasy, hanno ricevuto importanti riconoscimenti di critica e di pubblico. La Newton Compton ha già pubblicato i primi capitoli della saga Black Moon: L’alba del vampiro, I peccati del vampiro, La tentazione del vampiro, Il gioco del vampiro, L’abbraccio della notte, Un bacio prima di morire, Desiderio di sangue e L’ombra del cuore. I primi tre episodi della saga che ha per protagonista Riley Jenson sono stati pubblicati anche in volume unico. Per saperne di più visita il suo sito: www.keriarthur.com.

Recensione: Non credevo mettessero in vendita anche le trame dei film porno.
Ah, non lo è? Siamo sicuri?

Quello che era iniziato nel modo giusto, con piccoli accorgimenti che non sempre vengono notati da chi non è pratico di scarpe con il tacco alto ad esempio, è andato via via a cadere verso un baratro dal quale, purtroppo, non c'è più ritorno. Non riesco a trovare una cosa, una, che salverei per poter continuare questa serie composta da ben nove libri ed invece la abbandonerò senza pensarci su due volte.
La storia è banale, scontata, mediocre e volgarotta.
I tentativi di incrocio in laboratorio tra razze sovrannaturali e la clonazione sono qualcosa di già letto altrove, ed anche in maniera migliore. La Arthur non sa neanche trattare bene quella misera parte investigativa perché i colpevoli sono talmente scontati fin dall'inizio che mi chiedo come abbia fatto la protagonista a non capire tutto fin da subito. Ah, sì. Per tutto il libro il suo giudizio è offuscato dalla libido. Riley, la protagonista, non fa altro che fare sesso ovunque e con chiunque giustificando il tutto come l'influsso della luna sulla sua metà licantropo. A volte diventano anche volgari le situazioni che si vengono a creare perché portano a giustificare una costrizione con un bisogno fisiologico. (Per la serie diamo un bell'esempio ai giovani.)
Ora...Fosse stata semplicemente un'umana ninfomane si avrebbe avuto lo stesso risultato perché la licantropia è trattata davvero male. E' una giustificazione per le torbide relazioni della protagonista e quando dove concretizzarsi diventa una semplice barzelletta. Riley diventa lupo un mezza riga solamente per guarire più velocemente e quando lo fa sotto l'influsso della luna piena è così lucida da annuire. Ma scherziamo? La Arthur sa davvero cos'è un licantropo?
Per interpretare qualcosa bisogna prima conoscere.
La vicenda, raccontata in prima persona, anche se è abbastanza scorrevole è comunque ripetitiva ed il finale è troppo affrettato per tutta la suspance che gli è stata creata intorno. Un finale aperto che dovrebbe far proseguire la storia nei libri a seguire, ma sinceramente io ne posso anche fare a meno. Non mi interessa. Non mi sono affezionata abbastanza ai personaggi per voler scoprire chi mette loro i bastoni tra le ruote.
Latita la fantasia. Latita il sovrannaturale vero. Latita il sentimento. Latita il coinvolgimento. In sostanza è un libro senza spessore.
Come si può pubblicare una roba simile quando il panorama letterario offre ben di meglio? Non si dovrebbe cercare di battere la concorrenza con la qualità?

Pagina 99

venerdì 4 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {7} Kamikaze, Nostalgico, To forbear e...

'Sera!

Ritorna l'appuntamento con...Un albero di parole!
Questo pomeriggio sono crollata sul divano quindi al momento sono bella pimpante XD
Per quanto riguarda lo spazio dedicato a Una parola al giorno dovete sapere che un giovedì ogni due comparirà una parola giapponese ormai diventata consuete anche per noi italiani. Una parola al giorno insieme ad Haruki Ishida, giovane dottore in Lingua e Letteratura italiana dell'Università di Kyoto, cerca di tracciare l'origine e il modo in cui vive nella nostra cultura un lessico che fino a tempo fa non ci apparteneva.


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Kamikaze
Sillabazione: Ka-mi-kà-ze. Kamikaze
Voce giapponese che significa "vento divino", composto da [kami] divinità shinto e [kaze] vento. 
Significato: Pilota giapponese che durante la seconda guerra mondiale effettuava missioni suicide; Terrorista suicida; Persona temeraria che si getta in un'impresa rischiosa.
"Kamikaze" è una delle parole giapponesi più famose nel mondo. L'origine etimologica è molto vecchia. Questa parola appare per la prima volta nella mitologia giapponese, ma è diventata famosa nell'epoca Kamakura. Nel 1274 e nel 1281 il condottiero mongolo Kublai Khan mandò delle truppe in Giappone, però entrambe le volte questo progetto è fallito perché grandi tifoni hanno attaccato le navi mongole. I Giapponesi in quest'era hanno chiamato i due tifoni "Kamikaze" e hanno creduto che il Giappone fosse protetto da divinità.
Ma adesso la parola è conosciuta in altro senso, cioè come "gli attacchi suicidi dei piloti giapponesi" nella seconda guerra mondiale (che, per inciso, noi Giapponesi chiamiamo Guerra del Pacifico siccome le armate giapponesi non hanno combattuto in Europa ma principalmente sull'Oceano Pacifico contro gli Stati Uniti). Era un'azione folle. Adesso la parola "kamikaze", in giapponese, non viene più usata. Forse consideriamo questa parola un genere di tabù perché è troppo triste. Ma noi, dall'altro lato, rispettiamo i soldati kamikaze; quasi tutti loro erano soldati semplici. Credevano che i loro attacchi suicidi fossero efficaci per proteggere la patria e la famiglia (possiamo leggerlo nelle loro lettere). Adesso noi viviamo in pace. Quindi li rispettiamo e non li dimentichiamo.
In italiano questa parola viene usata principalmente nei media per indicare attacchi suicidi di stampo terroristico. Gli altri significati più strettamente legati alla storia giapponese sono relegati, appunto, in ambito storico. È però da notare come l'immagine del "vento divino" sia originariamente un'immagine di difesa, divina o militare, rispetto ad una guerra in corso o minacciata - immagine che ha poco a che vedere con gli attacchi terroristici nei confronti di civili inermi, di cui si ha tristemente spesso notizia. Perciò si può dire che da noi sia una parola usata con grave improprietà.
Notiamo infine che qui in Italia è una parola che si presta ad un uso figurato, e anche ironico: Quando qualcuno si lancia in un'impresa audace con poche possibilità di riuscita o affronta un rischio con temerarietà, lo si chiama kamikaze.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Nostalgico
Sillabazione: No–stàl–gi–co. Nostalgico (Aggettivo)
Deriva dalla locuzione a babbo morto, quando il babbo sarà morto.
Significato: 1) Da nostalgia, caratterizzato da nostalgia. Sentimento nostalgico, abbandono, rimpianto nostalgico, che manifesta nostalgia. Sguardo nostalgico. 2) Persona che soffre di nostalgia. Una ragazza nostalgica. 3) Che (o chi) rimpiange un regime politico ormai passato. Tendenze nostalgiche, un ritrovo di nostalgici.
Plurale maschileNostalgici.
Al Femminile: Nostalgica.
Avverbio: Nostalgicamente. Con nostalgia. 

La parola del giorno del Ragazzini: To forbear
Tavole di flessione: Forbear (Verbo)
(Passato: Forbore, Participio Passato: Forborne)
Pronuncia: To forbear - fɔ:ˈbɛər 
Significato(Verbo Intransitivo) 1) Astenersi (da), evitare (di), fare a meno (di), trattenersi (da). To forbear from asking questions; Evitare di porre domande. To forbear to comment; Trattenersi dal commentare. 2) (Uso arcaico) Essere paziente (o indulgente), avere pazienza, sopportare.
Significato(Verbo Transitivo) 1) Trattenere. I could not forbear a smile; Non potei trattenere un sorriso.

Il Morandini consiglia: Pallottole su Broadway
DescrizioneUSA. 1994. Genere: Commedia Durata:99′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3,5 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): New York, ultimi anni '20. Per mettere in scena a Broadway un suo copione, un giovane commediografo di provincia accetta i dollari sporchi di un gangster che vuole lanciare un'amichetta. S'intromette Ciccio, sicario e guardia del corpo, che con i suoi suggerimenti gli migliora la commedia ed elimina la ballerinetta, attrice troppo inetta. Fa pensare a un gangster-film Warner Bros messo in immagini da Visconti, ammirevole per ingegneria narrativa, vivacità di dialoghi, raffinatezza scenografica e musicale. Sotto le apparenze ilari è un ironico apologo sull'arte e sul teatro, ma c'è anche il tema dell'arte che deve avere radici nella realtà, ma essere qualcosa di diverso. Ottimi Palminteri e la Wiest, premiata con l'Oscar.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù
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